Foto di:
Nityananda Prabhu
Croatia
Gaurasundara Prabhu
Italy
Uttamasloka Prabhu
Hungary
Prananatha Prabhu
Hungary
Radhika Devidasi
Italy

 

Durante il mese di gennaio i muri di Sambalpur hanno ospitato questo manifesto.

Con l'invito (foto), ma di fatto tutti possono partecipare (foto), e il programma che cercheremo di descrivere.

Adhibas è il processo della consacrazione. Si comincia scegliendo il posto dove s'installerà l'arena del sacrificio, seguendo la scienza del vastu-sastra che permette di determinare il sito propizio.
Si purifica il luogo e lo si consacra "temporaneamente", cioè per il tempo richiesto. Finite le cerimonie tornerà ad essere un posto come gli altri, magari con un po' più di energia per qualche tempo.
Fatto questo l'installazione delle divinità può cominciare.
Per noi, che seguiamo gli insegnamenti dell'avatara dorato Sri Krsna Caitanya, la vera installazione non viene però fatta nell'arena del sacrificio, con i mantra e gli inni vedici, bensì con il sankirtana, il canto dei Santi Nomi in congregazione. Quindi cominciano subito anche harinama, il canto in processione per le vie della città, e il kirtana di 24 ore. 

Si va pure, al seguito dell'harinama, a prendere l'acqua dal fiume Mahanadi per l'abhiseka, il bagno alle divinità che si installeranno.
Comincia il Bhagavat-saptah, recitato da Syamasundara Prabhu

Di sera, nel tendone delle riunioni ,
il programma comprende temi filosofici, presentati da vari sannyasi, 
musica e danza classica odissi. (foto)
Nel mezzo del piazzale si sono stese due mucche, a testimonianza che la pace esiste.L'attrazione principale è il bhajana di 24 ore, quei devoti che suonano, cantano e danzano.
Un continuo ristoro per la folla che s'aggira nel piazzale o che sale incuriosita i gradini del tempio, dove ancora si lavora per dare gli ultimi ritocchi. 
Nastri e bandierine multicolori sventolano nel cielo mescolando gli aromi delle cucine, dove i cuochi si alternano. 

Venerdì mattina sulla cima delle cupole sono stati installati i cakra. E poi ha piovuto durante il resto del giorno. Secondo i brahmana è giusto e buono, vuol dire che lo yajña sta procedendo bene. Sabato non piove, ma il cielo è coperto, il sole appare e scompare. È il giorno del maha-harinama-sankirtana, il corteo dei devoti attraverserà cantando e danzando le principali strade della città.
S'era pensato di far andare Guru Maharaja sull'elefante (sai che sbattimento!).
 
Poi invece l'elefante apriva il corteo
e Guru Maharaja stava nel mezzo, su una jeep completamente decorata 
In occasione dei suoi 92 anni, Guru Maharaja inonda con la sua misericordia le vie di Sambalpur.
I brahmacari danzano tutto il tempo, i loro canti raggiungono una dolcezza intensa.
È una continua festa per gli occhi e per le orecchie.
La gente si riversa sui lati della strada, appare dalle terrazze, dalle finestre, esce dai negozi, e tutti sono felici,
perché tale è il potere di un puro devoto.
Il maha-mantra Hare Krsna trabocca dalle strade principali, dove passa il corteo dell'harinam, su tutta la città

Appena si ritorna sul piazzale di partenza, ricomincia a piovere, e continuerà ininterrottamente fino all'indomani.

Domenica mattina. Piove a dirotto. Si teme di non poter completare il programma.

Abbiamo varcato la soglia del tempio, spinti da una marea di gente, però non è facile vedere oltre le spalle di chi ti sta di fronte.
Appena si apre un po' la porta dell'altare, la folla acclama, poi subito si torna a recitare, si ascolta e i ripete

Hare Krsna Hare Krsna
Krsna Krsna Hare Hare
Hare Rama Hare Rama
Rama Rama Hare Hare

Le numerose guardie all'improvviso fanno sgombrare la sala.
Dopo qualche istante, con un suono di tromba e di conchiglia, si riapre il portone.
Entra il re di Puri, un buon amico di Guru Maharaja, accompagnato da Nityananda Brahmacari, e dopo i dovuti saluti entrano insieme nell'altare.
Si ripete lo squillo, si riaprono le meravigliose porte dell'altare, stavolta però completamente.
Sri Gauranga, Sri Sri Radha-Madana Gopala , Jagannatha-Baladeva-Subhadra offrono al pubblico pieno di stupore il Loro primo darsana.

Si esegue l'arati. Gli articoli passano da Guru Maharaja
al sacerdote e infine al Re.
Poi escono insieme, scendono la gradinata e vanno sotto il capanno dell'arena, dove ancora prosegue lo yajna. Alimentano il fuoco versandovi del ghi e fanno il parikrama.
Di nuovo i saluti, il Re e il sacerdote si allontanano in auto. In Orissa non c'e installazione di Jagannatha-Baladeva-Subhadra senza la presenza del Re, stavolta in piu c'era l'incontro con un amico.
Guru Maharaja risale le scalinate del tempio e si ritira nella sua stanza.
Le offerte di cibo e gli arati cominciano ad essere eseguiti in modo regolare.

Il kirtana cresce di intensita, nel tendone, in attesa che scenda Guru Maharaja.

 
I devoti gli vanno incontro. Lui si siede. Si esegue l'abhiseka ai suoi piedi di loto.
Govinda Maharaja offre l'arati.
E impossibile contare quanti vengono ad offrirgli omaggi. I devoti passano delle ore in attesa, prima di arrivare ai piedi di Guru Maharaja, per offrire la propria sottomissione. 

Si canta sri guru-vandana.

Per il testo si e preso spunto da "Glorifichiamo Gurudeva"
tratto da Questo mio gioiello raffinato (libro II)
di Rupa Raghunatha dasa Brahmacari.


Articolo di un giurnale locale.

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